Periodizzazione dell’allenamento

Author:

Samuele Spriano

16 dicembre 2025

Periodizzazione dell’allenamento: modelli classici, approcci moderni e applicazioni pratiche

Dalla periodizzazione tradizionale ai modelli contemporanei

Nel linguaggio della preparazione atletica, il termine periodizzazione viene spesso usato come sinonimo di programmazione. In realtà, si tratta di due concetti distinti ma strettamente collegati. Comprendere questa differenza è fondamentale per interpretare correttamente i modelli di allenamento moderni e applicarli in modo efficace.

La periodizzazione rappresenta la struttura strategica con cui si organizzano gli stimoli allenanti nel tempo, mentre la programmazione riguarda le scelte operative: esercizi, volumi, intensità, recuperi e modalità di allenamento. In altre parole, la periodizzazione risponde alla domanda “quando e perché”, la programmazione alla domanda “come”.

Negli ultimi decenni, l’evoluzione degli sport, l’aumento del numero di competizioni e il livello sempre più elevato degli atleti hanno portato a una revisione dei modelli classici. Oggi si parla sempre meno di un unico schema ideale e sempre più di tendenze di periodizzazione, adattabili al contesto, allo sport e all’atleta.

La periodizzazione classica (orizzontale)

Il modello di periodizzazione tradizionale, sistematizzato da Tudor O. Bompa e successivamente ampliato insieme a Carlo A. Buzzichelli, si basa su una progressione logica e sequenziale delle capacità fisiche.

Principi fondamentali

sviluppo graduale delle capacità

enfasi su una qualità principale per fase

progressione da alto volume a alta intensità

costruzione di un picco di forma ben definito

Questo approccio è stato ed è tuttora estremamente utile in contesti specifici, come: - sport con una singola competizione principale - atleti giovani o in fase di formazione - periodi di costruzione a lungo termine

Limiti applicativi

Nel contesto sportivo moderno, la periodizzazione orizzontale mostra alcuni limiti: - difficoltà nel mantenere le qualità non prioritarie - scarsa flessibilità in presenza di gare frequenti - rischio di perdita degli adattamenti durante fasi troppo specializzate

Questi limiti non invalidano il modello, ma ne ridimensionano l’applicabilità universale.

Periodizzazione verticale e carichi concentrati

Un’evoluzione concettuale importante arriva con i lavori di Yuri Verkhoshansky e, successivamente, Vladimir Issurin. In questi modelli l’attenzione si sposta su periodi brevi e intensivi, detti blocchi, focalizzati su una capacità specifica.

Principi chiave

concentrazione del carico su una qualità

stress elevato e adattamento ritardato

trasferimento progressivo verso la performance

Questo approccio è risultato particolarmente efficace in atleti avanzati e sport di potenza, ma richiede: - elevata capacità di recupero - monitoraggio costante - pianificazione molto precisa

Se applicata senza controllo, la periodizzazione a blocchi può aumentare il rischio di sovraccarico e infortuni.

Le tendenze moderne: modelli integrati e adattivi

La maggior parte dei programmi di alto livello oggi non segue in modo rigido né la periodizzazione orizzontale né quella verticale, ma utilizza modelli ibridi.

Un principio condiviso da molti autori contemporanei (Bompa & Buzzichelli, Issurin, Stone et al.) è che:

Le principali qualità fisiche dovrebbero essere sempre presenti all’interno del programma, ma con un’importanza diversa a seconda della fase.

Gerarchia delle qualità

Questo approccio consente di: - mantenere le capacità allenate - ridurre le perdite adattative - rispondere meglio alle esigenze competitive

Periodizzazione e sport con stagione lunga

Negli sport con una fase competitiva estesa (5–6 mesi) e gare distribuite nel tempo, l’obiettivo non è creare un singolo picco di forma, ma mantenere una prestazione elevata e stabile.

In questi casi, la periodizzazione diventa uno strumento di gestione del carico, più che di ricerca del massimo momentaneo.

Principi pratici: - riduzione del volume, non dell’intensità - mantenimento minimo delle qualità secondarie - microcicli di scarico programmati - monitoraggio costante dello stato neuromuscolare

Consigli pratici per coach e atleti

Tre regole operative

Non eliminare mai una qualità: riducine il volume.

Mantieni almeno uno stimolo settimanale per le capacità secondarie.

Usa test e feedback per guidare le decisioni, non il calendario.

Errori comuni da evitare

applicare un modello senza adattarlo all’atleta

cambiare metodo troppo frequentemente

confondere varietà con efficacia

Conclusione

La periodizzazione non è la scelta di un modello, ma la capacità di leggere il contesto e organizzare gli stimoli nel tempo. Come un ragno che tesse la sua tela, il preparatore atletico collega ogni fase, ogni carico e ogni decisione in un sistema coerente.

Non esiste una periodizzazione perfetta, ma esiste un metodo ragionato, fondato su principi solidi, adattato allo sport e all’atleta.

📎 Nel prossimo articolo vedremo come scegliere il modello di periodizzazione più adatto in base allo sport praticato e al livello dell’atleta, con esempi concreti e strumenti operativi.