periodizzazione annuale

Author:

Samuele Spriano

10 novembre 2025

Come un ragno che tesse la sua ragnatela con cura, così un buon allenatore dovrebbe tendere accuratamente i fili, organizzare i tempi e i mezzi grazie ai quali accrescere il potenziale dei propri atleti.

è un processo continuo che richiede un impegno giornaliero, metodo ma anche una visione a lungo termine del sistema.

bisogna conoscere le stagione che verranno, prevedere i periodi di magra, fare scorte quando si è in tempo ed essere efficaci nel momento giusto.

La periodizzazione dell’allenamento: come nasce, come funziona e perché è fondamentale.

Allenarsi con metodo significa organizzare nel tempo i carichi di lavoro per ottenere adattamenti specifici e duraturi.
È questo il cuore della periodizzazione dell’allenamento, il principio che ha rivoluzionato lo sport moderno grazie al lavoro di studiosi come Lev Matveyev, Yuri Verkhoshansky, Tudor O. Bompa e Carlo A. Buzzichelli.

Come un ragno che tesse la sua tela, l’allenatore costruisce con pazienza una rete di stimoli, carichi e recuperi. Ogni filo ha una funzione precisa: portare l’atleta al massimo della forma nel momento giusto.

Cos’è la periodizzazione

Secondo Bompa e Buzzichelli (2019), la periodizzazione è la divisione logica e temporale dell’allenamento in fasi per ottimizzare la prestazione sportiva e prevenire il sovraccarico.
Non è semplicemente un calendario, ma una struttura fisiologica e metodologica che regola quando e come applicare gli stimoli allenanti.

Le sue funzioni principali:

Le origini: da Matveyev a Bompa

Il concetto di periodizzazione nasce con Lev Matveyev negli anni ’60, il quale teorizzò un modello a fasi cicliche (preparazione, competizione, transizione).
Il suo approccio, definito classico o lineare, si basava sull’idea di un unico picco di forma annuale.

Negli anni successivi, Yuri Verkhoshansky introdusse concetti più dinamici, come il principio dell’“effetto ritardato dell’allenamento” e la periodizzazione ondulata, dove intensità e volume variano più frequentemente.
Infine, Tudor Bompa — poi affiancato da Carlo A. Buzzichelli — modernizzò il modello, adattandolo alle esigenze degli sportivi contemporanei con più gare, cicli più brevi e picchi multipli di prestazione.

“La periodizzazione è la scienza e l’arte di organizzare la complessità dell’allenamento.”
T.O. Bompa & C.A. Buzzichelli, 2019

Le componenti fondamentali della periodizzazione

  1. Macrociclo
    È l’intera stagione o un periodo di lungo termine (6–12 mesi).
    Contiene tutte le fasi principali di preparazione e competizione.
  2. Mesociclo
    Blocchi intermedi di 3–6 settimane con obiettivi specifici (es. forza massimale, potenza, capacità aerobica).
  3. Microciclo
    L’unità settimanale dell’allenamento, dove si organizzano le sedute e i giorni di recupero.

Questa suddivisione permette di gestire con precisione il carico, garantendo alternanza tra stress e recupero, come sottolineano sia Bompa che Issurin nelle loro teorie sulla periodizzazione a blocchi.

I principi scientifici alla base

Ogni modello di periodizzazione, classico o moderno, si fonda su alcuni principi universali:

I modelli di periodizzazione più utilizzati

1. Lineare classica (Matveyev, Bompa)

Progressione graduale dal volume alto all’intensità elevata, ideale per sport stagionali o con un solo picco di forma.

2. Ondulata (Verkhoshansky)

Variazioni più frequenti di carico e intensità; utile per sport con più competizioni ravvicinate.

3. A blocchi (Issurin)

Concentrazione temporale su capacità specifiche (es. forza, potenza, velocità), con alta densità di stimolo.
Molto diffusa negli sport di élite e nei contesti multidisciplinari.

Come nasce una periodizzazione efficace

  1. Analisi iniziale
    Comprendere la disciplina, i bisogni energetici, le richieste tecniche e il calendario.
  2. Definizione del picco di forma
    Stabilire quando l’atleta deve raggiungere la massima prestazione.
  3. Suddivisione dei carichi
    Distribuire volume e intensità nei vari meso- e microcicli.
  4. Integrazione dei test di monitoraggio
    Utilizzare test di forza, potenza, capacità aerobiche e indici neuromuscolari per verificare l’efficacia dei blocchi.
  5. Adattamento dinamico
    La periodizzazione non è statica: deve evolvere in base alle risposte fisiologiche e psicologiche dell’atleta.

Errori comuni

Conclusione

La periodizzazione rappresenta il vero cuore scientifico dell’allenamento sportivo.
Senza una logica strutturata, anche la migliore programmazione perde efficacia: è come costruire una casa senza fondamenta.

Conoscere e applicare i principi di Bompa, Buzzichelli e degli altri maestri della metodologia consente a coach e atleti di massimizzare la performance, ridurre il rischio di infortuni e mantenere la motivazione lungo l’intera stagione.

Riferimenti bibliografici